Teatro Garibaldi
Il primo teatro in territorio gallipolino fu inaugurato nel 700’ in una piazza ed era completamente in legno. Grazie a Luigi Bonaventura nasce, nel 1825, un vero e proprio teatro privato riservato alla classe nobiliare situato nel circuito dell’antica “Corte Grande” e comunicante con il palazzo della famiglia. Inizialmente chiamato “teatro del Giglio”, in onore della Casa reale dei Borboni, venne intitolato solo nel 1860 a Garibaldi. Il teatro smette di essere limitato ai soli nobili e diviene comunale a partire dal 1874 e un primo restauro a cura dei gallipolini Gregorio Consiglio e Giacomo Papaleo. La sala si presentava a forma di ferro di cavallo con una pavimentazione in legno di rovere, il frontale in carparo e pietra leccese riproduce l’architettura caratteristica della cultura classica greca e sulla trabeazione c’è lo stemma della città. Anticamente la sala da sessanta lumi, quaranta in porcellana e venti in latta. Oggi, dopo l’ultima ristrutturazione del 1008, le sedie di faggio sono sostituite da nuove in velluto rosso, il fronte è decorato con un dipinto di marca napoletana rappresentante due figure alate femminili con il chitone greco. La volta della sala è costituita da piu’ ellissi di cui quella centrale raffigura tre amorini che cingono una lira.



